Quotidiano Sanità

     Si riporta di seguito la nota di risposta, inviata dallo scrivente, all’ articolo pubblicato su: “Quotidiano Sanità” (che segue) a firma del Presidente dell’ Ordine degli Psicologi del Lazio

LO SPLENDIDO SOLE DI ROMA

Egregio Direttore,

in qualità di Segretario AUPI della regione Lazio, sono stato direttamente chiamato in causa dal dott. Nicola Piccinini nel suo articolo pubblicato da codesto quotidiano in data 12 luglio 2016 e, pertanto, non posso esimermi da alcune brevi considerazioni sulle “estive affermazioni” lì riportate.


Nel leggere l’articolo ho cercato, con interesse, spunti o possibili costruttive ipotesi risolutive suggerite dal Presidente dell’ Ordine degli Psicologi della Nostra regione, che conta il maggior numero di iscritti nazionale, su un problema reale: quello della disoccupazione dei neolaureati, complesso e strutturale che affonda le sue radici nella profonda divisione esistente tra: istituzioni formative, portatrici di enormi interessi “car-rieristici” e soprattutto economici da un lato e, mondo del lavoro dall’ altro, con i quali l’ istituzione ordinistica, per sua stessa natura di tutore e garante della professione di psicologo e della tutela degli interessi in merito dei cittadini, dovrebbe avere più che una semplice “voce in capitolo”.
Invece, come previsto, la solita banale strumentalizzazione politica su qualunque cosa l’”avversario” di turno, o di sempre, possa dire o fare; liquidare, cioè, con la polemica, quale unico contributo una così importante istituzione professionale sia in grado di dare; ma, si sa, per il Nostro Presidente ordinistico, specialista nell’ utilizzo della comunicazione mediatica, “apparire è essere” e tanto basta!
Va detto, d’ altra parte, che l’ aspetto etico non è da meno (e lo invito a rimanere in tema) e, quando afferma: “…: come Presidente dell’Ordine Psicologi Lazio posso testimoniare che, prima dell’insediamento dell’attuale Consiglio, i decisori politici regionali non avevano mai visto in faccia né Ordine, né tanto meno AUPI, mentre ad oggi siamo interlocutori riconosciuti” o mente, sapendo di mentire oppure e ciò sarebbe veramente grave, ignora totalmente di cosa sta parlando.
Ricordo al Nostro Presidente ordinistico che, da quando esistono relazioni sindacali ad ogni livello istituzionale, l’AUPI della Nostra regione è sempre stata in prima linea nella tutela degli interessi dei propri iscritti dei quali, oltre i quotidiani problemi lavorativi che ogni giorno vengono da noi affrontati nelle aziende del SSR e che sono totalmente “di – sconosciuti” dal nostro Presidente, le relazioni esistenti tra l’ AUPI regionale ed “… i decisori politici regionali”, come sono stati definiti, hanno permesso e in modo determinante, atti normativi di vitale importanza per i colleghi del SSR.
Basta citare qui, a mo’ di es. ed anche per un “ripasso” breve del Nostro Presidente: l’ importanza della delibera regionale n. 1345 del 18 aprile 2000: “Organizzazione delle attività e delle funzioni degli Psicologi nelle Aziende Sanitarie del Lazio” ; e della direttiva Regionale n. 35608 del 22 marzo 2006: “Dirigenti Psicologi S.S.N., incarichi di direzione di struttura complessa e direzione dipartimento”” che, con una completa disamina del dettato normativo che ne sta a fondamento, hanno formalizzato la necessità di organizzazione delle funzioni e delle competenze degli psicologi.
Ed ancora, il Modello organizzativo presentato nella conferenza stampa del 12 maggio 2015, presenti tutte le maggiori OOSS della Dirigenza Sanitaria e medica della Nostra regione e pubblicato tra l’altro su codesto quotidiano: “Proposta di organizzazione delle prestazioni di Psicologia nei servizi delle AASSLL della Regione Lazio” al fine di colmare quello che, nella: “Proposta di Programmi Operativi 2013-2015” (prot. 1007/cz del 21 marzo 2014) della regione Lazio, è stato di fatto un vuoto inaccettabile,
In tali frangenti viene spontaneo chiedersi, che fine avessero fatto gli “… interlocutori riconosciuti … dei nostri … decisori politici”; ed ancora, la presentazione dello stato di salute della Psicologia pubblica Laziale ricavato dalla mole di dati risultanti da una ricerca nel Lazio iniziata dalla scrivente O. S. nel 2010: “Offerta di prestazioni di psicologia nel servizio sanitario della regione Lazio” e ancora in fase di elaborazione e integrazione, che monitorizza in modo parcellare la dislocazione dei colleghi e la distribuzione delle loro competenze nella nostra regione.
Dati che, ci teniamo particolarmente a sottolineare, siamo stati particolarmente lieti di inviare “costruttivamente ed in spirito di collaborazione”, dopo che ci sono stati richiesti, al Nostro Ordine regionale; dati che sono stati utilizzati per il convegno del dicembre scorso cui hanno presenziato “…decisori politici” di altissimo livello nazionale ed in cui si sono poste le basi per l’ istituzione di un “Tavolo Tecnico Nazionale sulla Psicologia”, fortemente voluto dall’ AUPI Nazionale e del quale già si iniziano ad intravedere le potentissime prospettive politiche per l’ immediato futuro della nostra professione.
Ovviamente, non ci stiamo lamentando per un “grazie mai arrivato”: la gratitudine è di pochi temerari.
Ci dispiace però sottolineare al Nostro Presidente, dott. Nicola Piccinini, queste piccole dimenticanze, “atti mancati (?)” ma, tant’è: lo splendido sole di Roma ha anche questi effetti e, pertanto noi che lo sappiamo, staremo abbastanza attenti a non subirne gli effetti tanto da astenerci dal replicare alle “solite cose note” che ci aspettiamo.
Roma 13 luglio 2016.
AUPI – Lazio
Il Segretario
dott. Giuseppe Inneo

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Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 12 LUGLIO 2016

Lettere al direttore

 

 

Troppi psicologi? Ognuno si prenda le sue responsabilità

10 LUGGentile Direttore,
sento l’esigenza di esprimere qualche considerazione sulla riflessione compiuta dal dott. Mario Sellini, Segretario generale dell’ Associazione Unitaria Psicologi Italiani, circa le criticità che investono la condizione professionale degli psicologi, e ripresa dal suo quotidiano.

L’Ordine Psicologi Lazio conta il maggior numero di iscritti in Italia e ben conosce le difficoltà con cui questi, quotidianamente, si confrontano. Non è facile comprendere, tuttavia, cosa intenda Sellini quando, con riferimento alla condizione della categoria, afferma che come AUPI cercherà “di approfondire la questione e se ci sono delle responsabilità precise, qualcuno dovrà risponderne”. Il sindacato AUPI – di cui è segretario generale oramai da moltissimi anni – esiste dall’istituzione della professione di Psicologo in Italia, circa 25 anni fa, ha da sempre espresso la maggioranza in Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e, dunque, dettato le politiche di sviluppo della comunità professionale. Chi da un quarto di secolo svolge questo ruolo non credo possa esordire, nel 2016, assumendo una posizione simile.

Nel Lazio, citato da Sellini, i pochi colleghi rimasti nel SSR hanno una età media di oltre 58 anni, sono clamorosamente sottodimensionati, non esistono concorsi e, aggiungo, delle recenti 300 ed oltre assunzioni effettuate dal Sistema Sanitario regionale Lazio non vi è presenza di un solo psicologo. Una situazione “a esaurimento”, a svantaggio prima di tutto dei cittadini, cui il sindacato AUPI non ha saputo porre rimedio negli ultimi due decenni.

Detto questo, l’Università è sicuramente un soggetto che deve porsi in maniera critica, ma non certo l’unico. E non è certo addossando le responsabilità a uno piuttosto che ad altri che si riuscirà ad avviare un confronto tra mondo accademico, Ordine, ENPAP capace di generare discontinuità, a vantaggio degli psicologi e dei cittadini.

Allo stesso tempo, non trovo corretto né produttivo questo approccio “sindacalistico” e “corporativista”. Gli psicologi sono solo una delle tante famiglie professionali in difficoltà. Giornalisti, avvocati, veterinari, medici – tanto per citarne alcune – sono categorie con un eccesso di iscritti tanto e più del nostro e si stanno confrontando con queste medesime problematiche: tuttavia, lo stanno facendo mettendosi in rete, creando nuovi mercati e sinergie, certamente non fingendo di svegliarsi oggi – immacolati – per individuare specifici responsabili. Pur comprendendo che nell’autunno a venire si terranno le elezioni per il rinnovo della carica di Segretario Generale AUPI, continuo a non condividere queste modalità.

Venendo ai problemi e alle soluzioni, c’è sicuramente un eccesso di iscritti da prendere in carico, c’è sicuramente da negoziare nuovi modelli di ingresso ed uscita con le Università, ma allo stesso tempo è urgente lavorare – come Ordine – in modo diverso: adottando un’ottica di promozione professionale, riposizionandosi presso i cittadini, facendo rete con altre famiglie professionali sanitarie, allineando i profili di competenza dei colleghi rispetto alle domande emergenti di Psicologia. Non ultimo, cominciando a presidiare le relazioni istituzionali: come Presidente dell’Ordine Psicologi Lazio posso testimoniare che, prima dell’insediamento dell’attuale Consiglio, i decisori politici regionali non avevano mai visto in faccia né Ordine, né tanto meno AUPI, mentre ad oggi siamo interlocutori riconosciuti.

Fatto questo, starà agli iscritti donarsi una dirigenza nazionale capace di generare cambiamento evolutivo, di rappresentare e valorizzare il contributo professionale dello psicologo senza nascondersi dietro giochi di parole e comunicati stampa a effetto. Nell’interesse della cittadinanza, degli appartenenti alla categoria e di chi si sta ancora formando per farne parte.

Nicola Piccinini
Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio 

10 luglio 2016
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